E’ fantastico come quando ti senti in pace con ciò che sta intorno, riesci ad esplorare lo spazio in modo diverso; scopri come si possono ottenere suoni dalle piante e dai fili d’erba, carezzandole o agitandole con gentilezza.
John Cage 1979
E’ fantastico come quando ti senti in pace con ciò che sta intorno, riesci ad esplorare lo spazio in modo diverso; scopri come si possono ottenere suoni dalle piante e dai fili d’erba, carezzandole o agitandole con gentilezza.
John Cage 1979
Marino Formenti al pianoforte | musiche di John Cage e proliferazioni
Nowhere | Piazza de’ Celestini 6/a, Bologna
dal 24 aprile al 4 maggio 2012
Nowhere è un non-luogo nel centro della città. Per dodici giorni il pianista Marino Formenti siede al pianoforte, suona, vive, respira, mangia, dorme nello stesso spazio, contemporaneamente ed impietosamente pubblico e privato. Sfumano la divisione tra scena e vita, tra giorno e notte, si annullano le convenzioni di tempo, programma e luogo. Formenti sperimenta i propri limiti e i propri orizzonti. Le giornate stesse diventano musica. La gente è invitata a fermarsi, ad andare e venire, a ritornare e riascoltare per vivere la musica in una dimensione diversa. Nowhere prevede delle modalità di fruizione estremamente comode per consentire un ascolto prolungato: sdraiati è la cosa migliore.
_Il concerto performance in streaming
Il programma prevede:
24 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Erik Satie
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – One5
25 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Klaus Lang
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – Extensions
26 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Louis Couperin
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – 4’33”
27 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Brian Eno
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – Palais de Mari
28 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Erik Satie
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – ASLSP
29 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Klaus Lang
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – Triadic memories
30 aprile
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Louis Couperin
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – Winter music
1 maggio
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Brian Eno
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – Intermissions
2 maggio
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Erik Satie
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – Music for piano
3 maggio
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Klaus Lang
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – Piano pieces
4 maggio
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Louis Couperin
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 John Cage – One
5 maggio
11.00 Morton Feldman – Piano piece 1952
12.30 musiche di Brian Eno
18.00 John Cage – ASLSP
21.00 Morton Feldman – For Bunita Marcus
“File urbani”, il programma di Radio Rai Tre, dedicato alla musica e alla vita nelle città del mondo, in onda il sabato e la domenica dalle 10.15 alle 10.45, nelle puntate del 21 e del 22 aprile ha raccontato i luoghi e i suoni di Bologna, che è stata nominata nel 2006 Città creativa della musica Unesco.
Il racconto firmato da Helmut Failoni si è sviluppato in un viaggio trasversale nei vicoli musicali meno scontati, lontano dal mondo gettonato e assai noto dei cantautori e vicino invece agli universi della contemporanea, del jazz e della classica attraverso una serie di ascolti, che vanno da Arnold Schoenberg a Cristina Zavalloni.
Nel corso della puntata di domenica 22 aprile si è parlato anche di centocage.
Puntata del 21 aprile
Puntata del 22 aprile
Ascolta i podcast di tutte le puntate
da UBUWEB Historical
John Cage
How to Improve the World (You Will Only Make Matters Worse)
http://www.ubuweb.com/historical/cage/index.html
Del 1977 ricordo il Marzo, a Bologna di laceranti tensioni, anche per me drammatiche. Del 1978 la primavera, gonfia di paura e dolore, fra il rapimento di Aldo Moro, la strage della sua scorta e poi il ritrovamento del cadavere nel pieno centro di Roma: in quei mesi l’Italia e le nostre gioventù perdono ogni residua forma d’innocenza (e così si chiude un percorso iniziato il 12 dicembre 1969 a Milano, in Piazza Fontana).
Intanto preparo la tesi per chiudere gli studi universitari e lavoro nella promozione turistica: il mio compito è “vendere” la nostra Regione e in particolare le sue magnifiche città d’arte, i centri termali e l’Appennino dove sono nato.
Partecipo a fiere turistiche, contribuisco ad organizzare mostre e convegni, a stampare dépliant e volumi, mappe delle città e carte dei sentieri; così facendo incontro molte persone autorevoli ed alcune stupende, che fanno mestieri lontani e diversi da quello per cui mi sto preparando.
Nel giugno 1978 un magnifico sollievo: incrocio, casualmente, l’organizzazione del treno di John Cage prevista per tre giorni di quel mese (il 26, 27 e 28).
Di Cage ignoro tutto; mi colpisce però subito il titolo “Alla ricerca del silenzio perduto” e l’idea di una scorribanda in tre serate su linee ferroviarie minori .
Si intersecano così due mie passioni: luoghi più silenziosi delle città (inevitabile per chi ha passato l’infanzia nel magico Appennino degli anni cinquanta e sessanta) e i treni, le ferrovie, le gallerie, le stazioni.
Faccio parte della squadra esecutiva, che prepara l’evento e osservo per alcuni giorni Cage, un uomo delizioso. Leggo su di lui e rimango affascinato dal suo progetto di invitarci all’ascolto del mondo, dei rumori che ci circondano. Apprendo anche divertito che è un grande esperto di funghi (nel 1958 ha partecipato a ”Lascia o raddoppia” e ha pure vinto cinque milioni) e vedo manifestarsi questa sua passione.
Lavoriamo intensamente, curiamo mille dettagli e finalmente arriva la prima serata, il 26 giugno.
Si parte proprio per Porretta, dal mitico Piazzale Ovest dove ho preso centinaia di treni per tornare a casa mia. Grande eccitazione, folla staripante e una stupenda allegria – ma non abbiamo ancora visto niente.
Il treno parte ed i suoni magicamente “orchestrati” ed amplificati ci catturano tutti – un’emozione indescrivibile.
Arriviamo a Marzabotto, la prima fermata, e subito l’entusiasmo popolare ci travolge: centinaia di persone in stazione, in una serata di prima estate che rende l’Appennino favoloso. Eccitazione e divertimento: una grande festa popolare, che mi aiuta a comprendere perché noi emiliani diamo il meglio quando sappiamo incrociare la passione per i luoghi, i cibi, la gente con visioni alte ed un poco folli.
Cage mi sembra veramente colpito da questa accoglienza e si diverte moltissimo (e noi con lui). Ripartiamo a fatica, ma questa volta il ritardo del treno non mi irrita. Ci fermiamo ancora a Riola di Vergato (dove hanno appena inaugurato la chiesa di Alvar Aalto, sul fiume, proprio di fronte alla stazione) e finalmente arriviamo a Porretta. Anche qui grande folla, cibo a volontà ed un meraviglioso happening, con la banda municipale che inonda il piazzale della stazione di altre sonorità. A tarda notte rientriamo con il treno a Bologna, stravolti dalla fatica e dalle emozioni, consapevoli di avere partecipato ad un vero evento.
Poi nelle due sere successivi da Bologna verso Ravenna e da Ravenna verso Rimini, ancora su tracciati ferroviari deliziosamente minori, in una campagna romagnola piena di odori e lungo la costa attraversata da mille luci.
Inutile dire che l’entusiasmo romagnolo si è manifestato in quelle due serate in tutta la sua potenza, offrendo a Cage e a tutti noi la possibilità di osservare altre forme della passione popolare e della gioia di vivere.
Leggo su un blog dedicato al treno di John Cage una testimonianza “E’ stato bello – molto più bello di quanto molti si sarebbero aspettati”. Ecco, confermo pienamente ed è stato stupendo esserci.
Gigi, 16 aprile 2012